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15 Ottobre 2012

E ora di legalizzare le droghe leggere

"E ora di legalizzare le droghe leggere" Lo afferma uno studio di scienziati e poliziotti in Gran Bretagna

Uno studio durato sei anni in Gran Bretagna ed effettuato da poliziotti, ricercatori, esperti, professori che ha analizzato i dati sul consumo e riflettuto sulla legislazione inglese ha concluso che è “arrivato il momento” di legalizzare le droghe leggere, perché tale misura non avrebbe alcun impatto negativo sulla diffusione della tossicodipendenza.CAMBIARE APPROCCIO - “Il piccolo possesso di quantità controllate di droghe non dovrebbe più essere reato penale e questa decisione non comporterà alcun significativo aumento nell’utilizzo di droghe”, dice la Uk Drug Policy Commission, organismo indipendente che ha, come dicevamo, molto lavorato per arrivare ad un quadro della situazione chiaro: ce ne parla il Guardian. “Le sanzioni penali”, oltre 42mila in Inghilterra ogni anno – in Italia la situazione non è dissimile: dati del 2009 parlavano di quasi 60mila detenuti – “dovrebbero essere rimpiazzate con penalità civilistiche come una multa, obbligo di partecipazione a corsi di formazione, iscrizione ad un trattamento anti-tossicodipendenza”. Questa legalizzazione darebbe un colpo mortale, dicono, al mercato nero delle droghe e alla criminalità; ma ogni ulteriore mossa, come la legalizzazione, addirittura, di cocaina ed eroina, dovrebbe essere assolutamente evitata perché finirebbe per causare “più danno” che beneficio.

LA VERA LOTTA SULLA DROGA - Il Regno Unito – come l’Italia, per quanto riguarda la legislazione – sbaglia nel considerare “tutte le droghe come uguali”, dice il gruppo di studio, e spende moltissimi denari, oltre tre miliardi di sterline, su programmi di repressione che spesso vanno “sprecati” in politiche che non sono efficaci perché finiscono per ignorare “cosa davvero funzioni”; che “i sequestri su larga scala da parte della polizia spesso hanno poco o nessun impatto sulla catena della droga”; che le campagne “Dì di no” nelle scuole “a volte convincono più giovani a drogarsi”; e che la spinta verso l’astinenza forzata spesso provoca nei soggetti un maggior rischio di ricaduta e di overdose.