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2 Aprile 2010

Aumenta la benzina

Brutte notizie per gli automobilisti arrivano con la Pasqua infatti aumenta ancora la benzina alla vigilia del ponte pasquale

Nel giro di tre mesi il prezzo della benzina è aumentato di circa 10 centesimi al litro, e nello stesso periodo le quotazioni del petrolio sono rimaste praticamente ferme. Così, alla vigilia delle grandi partenze per il ponte di Pasqua, si ripropone, puntuale, il problema del caro-benzina. La verde è arrivata a 1,422 euro al litro, mentre il gasolio sfiora quota 1,25 euro. E arrivano le accuse dei consumatori: solo speculazioni.

Aumenti che portano il prezzo di un pieno a costarci circa dieci euro in più rispetto all'anno scorso, secondo i calcoli delle associazioni consumatori. Su questi livelli si scatena la polemica tra consumatori e petrolieri, mentre il ministero dello Sviluppo economico assicura che è pronta l'attesa riforma del settore.

"Il confronto con tutte le categorie interessate alla riforma dei carburanti sta giungendo a proposte condivise", sottolinea il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia, spiegando che l'obiettivo dell'esecutivo è quello di "azzerare entro la fine della legislatura lo stacco speculativo sul prezzo industriale della benzina esistente tra l'Italia e la media dei paesi dell'Unione europea". La riforma, precisa il sottosegretario, intende armonizzare gli interessi delle imprese e dei consumatori rilanciando le liberalizzazioni e puntando in particolare su self e iperself. Per far scendere i prezzi alla pompa Saglia ne suggerisce un incremento fino all'80%.

Le categorie del settore, come ha ricordato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, sono impegnate da quasi due anni al tavolo sul mercato petrolifero istituito presso il ministero "per trovare, attraverso il confronto, soluzioni in grado di incidere sulla struttura organizzativa del settore". Tra due degli attori si è però scatenata un'accesa polemica che ha visto contrapposti Adusbef e Federconsumatori da una parte e Unione petrolifera dall'altra. Di fronte agli ennesimi rincari (praticati in dettaglio dalla Shell) le due associazioni dei consumatori hanno denunciato per l'ennesima volta "la speculazione" che grava sul settore carburanti e che costa, in base ai loro calcoli, 210 euro l'anno.

"E' sempre doppia velocità"
"La doppia velocità non si smentisce mai", affermano, giudicando del tutto "inspiegabile" come oggi "il prezzo dei carburanti sia superiore di circa 10 centesimi al prezzo di gennaio 2010 (attestato dal ministero dello Sviluppo economico), periodo in cui il costo del petrolio era allo stesso livello di quello odierno".

Immediata la replica dell'Unione petrolifera: "Le ripetitive accuse di Adusbef e Federconsumatori su presunte speculazioni sui prezzi dei carburanti - sottolineano i petrolieri - sono palesemente infondate e finalizzate esclusivamente a un facile consenso della pubblica opinione soprattutto nell'imminenza di periodi festivi".

Con i consumatori si schiera però la Lega Nord: "L'Up ha perso l'occasione per starsene in silenzio. Sappiamo benissimo - afferma il presidente della Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi e delle tariffe del Senato, Sergio Divina - che la benzina e il gasolio, in Italia, sono tra i più cari d'Europa".