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24 Marzo 2011

Francia abbatte jet libico. Misurata sotto assedio

Ipotesi embargo petrolifero su tavolo leader Ue. Proposta da Merkel, Italia d'accordo ma con Onu

Un jet francese ha abbattuto un aereo militare libico che aveva violato la no-fly zone. Lo ha riferito la tv ABC sul suo sito. Intanto, gli abitanti della citta' costiera di Misurata hanno detto che le forze di Gheddafi hanno preso il porto, e migliaia di lavoratori stranieri sono bloccati nello scalo, mentre tank lealisti sono ancora all'interno della citta'. L'unicef lancia l'appello per un corridoio umanitario per sostenere la popolazione. Sul fronte politico, la risoluzione della maggioranza incassa il si' della Camera con uno scarto di sette voti. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, spiega che oltre ai 4 Tornado Ecr e ai 4 caccia F-16, gia' messi a disposizione dall'Italia 'potranno essere disponibili nei prossimi giorni per le operazioni a guida Nato', un gruppo navale e altri velivoli.ITALIA D'ACCORDO PER EMBARGO PETROLIO MA CON ONU - L'Italia "non è contraria in linea di principio" alla proposta lanciata oggi dalla cancelliera tedesca Angela Merkel su un embargo petrolifero completo verso la Libia ma ritiene opportuno che una decisione del genere venga assunta dall'Onu per impegnare tutti i Paesi e non solo gli europei al rispetto di tali misure. Lo riferiscono fonti italiane a margine del Consiglio europeo di Bruxelles. Del resto, sottolineano le stesse fonti, per l'Italia non si avrebbe un impatto significativo dal momento che il flusso di greggio è già bloccato di fatto a seguito delle sanzioni imposte dall'Onu e dall'Ue contro il regime di Gheddafi.INSORTI,PORTO MISURATA SOTTO NOSTRO CONTROLLO - "Il porto di Misurata è sotto il nostro completo controllo". Lo ha affermato il portavoce dell'esercito rivoluzionario anti-Gheddafi, Ahmed Beny, colonnello dell'aviazione, in una conferenza stampa a Bengasi. "Le navi della coalizione internazionale si stanno avvicinando al porto della città" a 200 chilometri ad est di Tripoli, ha aggiunto Beny.LIBIA: INSORTI, PROMESSE DI ARMI DA MOLTI PAESI - ''Abbiamo ricevuto promesse di armi da molti paesi. Abbiamo bisogno del sostegno dei nostri amici, spero che avremo presto le armi e le munizioni che servono a liberare la Libia''. Lo ha affermato il colonnello Ahmed Beny, portavoce dell'esercito rivoluzionario anti Gheddafi, in una conferenza stampa a Bengasi. ''Il nostro unico problema sono le munizioni e le armi. Stiamo affrontando i tank T-72 e T-92 dell'esercito di Gheddafi, per questo abbiamo bisogno di armi anti-carro'', ha spiegato il colonnello.AEREO LIBICO ABBATTUTO DA JET FRANCIA - Un jet francese ha abbattuto un aereo militare libico che aveva violato la no-fly zone. Lo ha riferito la tv ABC sul suo sito. Citando fonti militari, la Abc ha riferito che l'aereo libico abbattuto da caccia dell'aeronautica francese era un Soko G2A-E Galeb, un vecchio jet di attacco a terra di produzione jugoslava. L'aereo e' stato abbattuto nella zona di Misurata. Si e' trattato del primo tentativo di Gheddafi di forzare la no fly zone imposta dagli alleati. Il comandante dell'Africa Command americano, generale Carter Ham, in un'intervista concessa all'emittente americana ha detto che le forze di Gheddafi, vestite con abiti civili, stanno avanzando nella zona di nordovest di Misurata. Il generale Ham ha precisato che le forze della coalizione hanno ancora numerosi obiettivi da colpire. Ufficiali del Pentagono hanno confermato alla Abc che le missioni aeree sulla Libia sono state finora 175, e che il numero di quelle americane ''non e' in aumento''.MISURATA, ESERCITO PRENDE IL PORTO - Gli abitanti della citta' costiera libica di Misurata hanno detto alla Reuters che le forze di Gheddafi hanno preso il porto. Migliaia di lavoratori stranieri - secondo testimoni - sono bloccati nello scalo. I raid aerei occidentali hanno colpito ieri sera i carri armati del governo libico alla periferia di Misurata (città in mano agli insorti), ma i carri all'interno della città rimangono lì e non sono stati colpiti. Le forze pro-Gheddafi hanno preso ieri il controllo del porto di Misurata, bloccando migliaia di lavoratori immigrati dall'Egitto e dall'Africa sub-sahariana che cercavano di fuggire dal mare. Un jet francese ha abbattuto un aereo militare libico che aveva violato la no-fly zone. Lo ha riferito la tv ABC sul suo sito.RAID AEREI COALIZIONE SU SABHA - La coalizione internazionale ha condotto intensi raid aerei ieri sera e stamani sulla città di Sabha, 750 km a sud di Tripoli, feudo della tribù cui appartiene Gheddafi. Lo ha reso noto un abitante della città. Nuovi raid aerei hanno colpito il sobborgo di Tripoli di Tajura. Secondo la fonte, "c'è stato un attacco nello stesso posto che era stato attaccato stanotte".APPELLO UNICEF, SERVE CORRIDOIO UMANITARIO - La popolazione in Libia''sta ancora soffrendo. Sappiamo che il cessate il fuoco nonostante la risoluzione dell'Onu'' non e' rispettato: ''chiediamo che si apra un corridoio umanitario per sostenere la popolazione''. E' l'appello che lancia la rappresentante dell'Unicef in Tunisia, Maria Luisa Fornara, che si trova in un campo profughi (il Choucha Refugee Camp) al confine con la Libia.''In questo momento non si puo' portare aiuto alla popolazione, ci sono ancora combattimenti e siamo preoccupati - aggiunge per telefono con l'ANSA - noi insieme alle altre agenzie umanitarie ci stiamo preparando per l'eventualita' che si possa aprire il corridoio umanitario soprattutto sia dalla parte dell'Egitto sia della frontiera con la Tunisia. Ci auguriamo che cio' si realizzi''. JUPPE', CONTINUEREMO I RAID AEREI - La coalizione internazionale, comandata da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, ''continuera' i raid aerei'' su bersagli militari inLibia. Lo ha detto il capo della diplomazia francese Alain Juppe'.''Colpiremo i mezzi militari e nient'altro'', ha detto il ministro degli Esteri a radio RTL. ''I raid continueranno il tempo necessario'', ha aggiunto sottolineando che l'inizio delle operazioni lo scorso sabato e' ''stato un successo''. L'obiettivo e' di proteggere la popolazione civile'', ha ricordato Juppe'. Interrogato sui tiri della coalizione che avrebbero colpito i civili, Juppe', citando i militari, ha risposto: ''e' esattamente il contrario''.FRANCIA: COLPITA BASE DI GHEDDAFI -Caccia dell'aviazione francese hanno colpito la notte scorsa una ''base'' militare del regime libico di Muammar Gheddafi: lo ha detto lo Stato maggiore di Parigi. In particolare, l'aviazione francese ha condotto nella notte tra ieri e oggi un attacco contro una ''base aerea'' della Libia ''250 chilometri a sud delle coste'', ha annunciato lo Stato maggiore dell'esercito francese nel corso di una conferenza stampa a Parigi. Il raid e' stato condotto con missili Scalp lanciati da pattuglie aeree composte da Rafale e Mirage 2000-D, ha precisato il colonnello Thierry Burkhard, portavoce dello Stato maggiore, senza precisare l'esatta localizzazione della base. L'ufficiale ha semplicemente aggiunto che l'attacco ha colpito un obiettivo ad ovest della zona nella quale i caccia francesi hanno concentrato l'essenziale dei loro sforzi dall'inizio delle operazioni, sabato scorso, in particolare, i dintorni di Bengasi. Burkhard non ha voluto fornire ulteriori dettagli sui danni causati dall'attaccoCOMANDO BRITANNICO: PASSAGGIO OPERAZIONI A NATO APPENA POSSIBILE - Il passaggio del controllo sulle operazioni in Libia deve passare alla Nato appena possibile. Lo ha detto il ministro degli esteri britannico William Hague in una comunicazione alla camera dei Comuni.NAPOLITANO: SIAMO PIENAMENTE NELLA CARTA DELL'ONU - ''Stiamo pienamente dentro la Carta delle Nazioni Unite". Cosi' il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, commenta, lasciando il sacrario delle Fosse Ardeatine, la situazione che vede l'Italia coinvolta nelle operazioni militari in Libia. Gheddafi ordini il cessate il fuoco e poi si aprira' una fase di mediazione. E' il messaggio del premier Silvio Berlusconi, in un colloquio con il Corriere della Sera, nel quale il presidente del Consiglio afferma: ''siamo tutti tesi a chiedere a Gheddafi un vero cessate il fuoco, la fine delle ostilita' da parte del Colonnello e' la condizione sine qua non per ogni mediazione. Dopo si potra' aprire la fase della diplomazia''.