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30 Settembre 2011

Istat Sale disoccupazione dei giovani

Istat, sale disoccupazione dei giovani: a stare peggio sono le donne del Sud. In Italia si risparmia meno

L’Istat ha fotografato l’Italia: ne è venuta fuori un’immagine netta e angosciante: in questo Paese si lavora un pochino di più ma si risparmia molto meno: evidentemente i salari, gli stipendi, il reddito da lavoro autonomo, non è più in grado di soddisfare le esigenze delle famiglie. Disoccupazione in calo ad agosto. Il tasso dei senza lavoro, comunica l'Istat, si attesta al 7,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a luglio e di 0,4 punti su base annua. Cresce invece di 0,1 punti percentuali su base congiunturale il tasso di disoccupazione giovanile, pari al 27,6%. In leggera ripresa gli occupati che tornano sopra quota 23 milioni. L'aumento è dello 0,1% (26 mila unità) rispetto a luglio a quota 23.003.000.

La leggera crescita riguarda però la sola componente maschile. Nel confronto con lo stesso mese dell'anno precedente l'occupazione aumenta dello 0,8% (191 mila unità). Il tasso di occupazione si colloca al 57%, in aumento di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e di 0,3 punti in termini tendenziali. Il numero dei disoccupati, pari a 1.965 mila, diminuisce dell'1,8% (-36 mila unità) rispetto a luglio. La flessione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Su base annua il numero di disoccupati diminuisce del 4% (-83 mila unità). Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni non registrano variazioni rispetto al mese precedente e anche il tasso di inattività rimane stabile al 38%.

Quanto risparmiano gli italiani - La propensione al risparmio delle famiglie italiane è ai minimi, in calo anche il potere d'acquisto. Sul fronte dei conti pubblici invece il deficit/pil salito al 3,2% ed é sceso al 5,3% nel semestre. La propensione al risparmio delle famiglie, definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile (dati destagionalizzati), è stata pari all'11,3%, in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,2 punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2010. Guardando le serie storiche si evince che l'l1,3% e' il dato più basso da 11 anni, dal primo trimestre del 2000 quando la propensione al risparmio delle famiglie si attestata all'11,1%. Al netto dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie é invece diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% rispetto al secondo trimestre del 2010.

Qual è il reddito delle famiglie italiane - Il tasso di investimento delle famiglie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi, che comprendono gli acquisti di abitazioni e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore, e il reddito disponibile lordo) nel secondo trimestre, aggiunge l'Istat, si e' attestato all'8,9%, come nel secondo trimestre del 2010 ed in lieve diminuzione (-0,1 punti percentuali) rispetto al trimestre precedente. Gli investimenti delle famiglie sono, infatti, diminuiti dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre hanno mostrato una crescita del 2,3% in termini tendenziali. Il reddito disponibile delle famiglie, sempre nello stesso periodo, é aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% rispetto al secondo trimestre del 2010. La spesa delle famiglie per consumi finali, prosegue l'Istat, in valori correnti è aumentata dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 3,7% rispetto al secondo trimestre del 2010. La quota di profitto delle società non finanziarie e' stata pari al 40,3%, invariata rispetto al trimestre precedente, ma in diminuzione di 0,9 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2010.

Il debito delle amministrazioni pubbliche - L'istituto di statistica ha diffuso anche i dati sui conti pubblici: sempre nel secondo trimestre l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil (dati grezzi) é stato pari al 3,2%, valore superiore di 0,7 punti percentuali rispetto a quello registrato nel corrispondente trimestre del 2010. Il saldo primario é risultato positivo e pari a 8.236 milioni di euro. L'incidenza sul Pil é stata del 2,1%. Il saldo corrente (risparmio) é stato pari a -1.373 milioni di euro (-854 milioni di euro nel corrispondente trimestre dell'anno precedente), con un'incidenza negativa sul Pil dello 0,3%. Le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, dell'1,6%, con un'incidenza rispetto al Pil del 48,1%. Le entrate totali sono cresciute, in termini tendenziali dello 0,1%.

Sempre più in calo il potere di acquisto – Si consuma meno nelle tavole degli italiani, con tagli record in quantità del 6% per la carne di vitello e del 5% per i prodotti ittici. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti, in occasione della diffusione dei dati Istat sul reddito delle famiglie nel secondo trimestre. L'effetto, fa notare la Coldiretti, è una riduzione dei consumi pari all'1,5% nel primo semestre 2011, che toccano anche pane (-9%), pasta (-4%), frutta (-3%) e latte fresco (-2%). A fronte di questi cali, la Coldiretti fa notare la crescita del 30% per gli acquisti diretti dal produttore per la spesa in cantine, malghe o frantoi e negli circa 800 mercati di campagna amica; un fenomeno, sottolinea l'organizzazione agricola, che ha anche conquistato perfino il settimanale per ragazzi 'Topolino' che ha dato ampio risalto al mercato degli agricoltori a chilometri zero.