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4 Ottobre 2011

Usa, prosegue la protesta degli indignados

Manifestanti indossano vestiti da zombie contro "l'avidità" di Wall Street

Continua il pressing dei manifestanti di Occupy Wall Street, ancora più motivati dopo gli scontri con la polizia avvenuti durante il weekend. L'organizzazione ha spinto i suoi membri a indossare vestiti da zombie per rappresentare chi lavora per le grandi aziende. La campagna contro l'avidità e il capitalismo, ormai entrata nella sua terza settimana, continua a richiamare nuovi adepti e l'attenzione dei media.
Uno dei portavoce dei manifestanti, che da ormai oltre due settimane sono accampati in un parco del distretto fInanziario di New York, ha riferito che l'idea è quella di sfilare con il volto truccato di bianco, con le labbra sporche di sangue e mangiando dollari del Monopoli per dare il benvenuto agli agenti di cambio e agli intermediari finanziari che arrivano a lavorare a Wall Street, "riflettendo la metafora delle loro azioni". Allo stesso tempo, i manifestanti intendono protestare contro "la brutalità della polizia", che sabato scorso ha arrestato circa 700 persone che manifestavano sul ponte di Brooklyn contro "l'avidità" di Wall Street, bloccando il traffico stradale.

Chi sono gli indignados americani
Un movimento "leaderless", senza leader, nato sull'onda di uno slogan ambizioso coniato a luglio da un gruppo di creativi liberal che sognava 20mila in marcia contro il cuore finanziario dell'America, Occupy Wall Street è guidato dalla General Assembly, un redivivo 'collettivo', glorioso retaggio dei movimenti giovanili degli anni '60 e '70 rinnovato dal vento di Piazza Tahrir ma anche della spagnola Puerta del Sol. Inziato in sordina il 17 settembre scorso, giorno in cui appunto i creativi di Adbusters Media Foundation - organizzazione no profit che riunisce pubblicitari, artisti, scrittori e imprenditori "che vogliono far avanzare il nuovo movimento degli attivisti sociali nell'era dell'informazione " - avevano lanciato "The Us Day of Rage", il giorno della rabbia negli Stati Uniti, il movimento si è trasformato nell'occupazione di 'Liberty Plaza', a pochi isolati a nord di Wall Street che in realtà si chiama Zuccotti Park dal nome del presidente di Brookfields Proprieties che nel 2006 ha acquistato e restaurato il parco.

Da allora i poco più di due settimane, gli indignados di New York hanno attirato l'attenzione di tutti i media nazionali e internazionali, il sostegno dei paladini indiscussi della sinistra americana - da Michael Moore a Susan Saradon passando per Noam Chomsky - tanto che al sito www.Occupywallst.org, soprattutto dopo gli incidenti di sabato al ponte di Brooklyn, arrivano oltre 500 e-mail al giorno da tutto il mondo. Ora che si è diffuso a Boston, Washington e in altre città americane fino a raggiungere Los Angeles e la West Coast, il movimento che ci tiene a rimanere, così come è nato, senza leader ma incentrato sulla NYC General Assembly, un collettivo di attivisti, studenti che si è creato già nei mesi scorsi per combattere i tagli al bilancio della Grande Mela decisi dal sindaco Michael Bloomberg, contro i quali hanno condotto un'occupazione di tre settimane della City Hall ribattezzata "Bloombergville".