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2 Dicembre 2011

Enzo Iacchetti Buon Natale

Buon Natale progetto legato ad Amref con Enzo Iacchetti, Mina, Baglioni, Dalla, Ruggeri e Vecchioni.

Costruzione di una diga di terra nel distretto di Bamba, regione costiera del Kenya
Enzo Iacchetti
Aprile 2011

 Il Contesto dell’intervento:

Il Kenya
L’accesso all’acqua pulita rappresenta un bisogno primario e un diritto umano, come sottolineato anche dall’UNDP, “l’acqua pulita ed i servizi igienico-sanitari sono tra i più importanti catalizzatori dello sviluppo umano, estendono le opportunità, rafforzano la dignità e contribuiscono a creare un circolo virtuoso di miglioramento della salute e di aumento della ricchezza” .
L’acqua è da sempre fonte di vita e la sua assenza favorisce la diffusione di malattie e la conseguente perpetuazione della povertà.

Secondo un recente rapporto del WHO del 2010 nell'Africa Sub-Sahariana vivono il 27% delle persone che non usa servizi igienici adeguati e il 37% che non usa acqua potabile .

E’ questa la situazione che oggi si presenta anche in Kenya, dal 2009 fortemente colpito da una forte siccità che ha messo a dura prova l’intera popolazione nazionale, e che, nonostante le difficoltà di questi ultimi anni, sta cercando di reagire grazie a un intenso lavoro congiunto realizzato dai responsabili della cooperazione internazionale e del governo del Paese.

Fondamentale è infatti cercare di migliorare le condizioni di accesso all’acqua potabile e creare servizi igienici adeguati anche nel medio - lungo periodo, visto che queste carenze incidono ancora moltissimo sul tasso di mortalità infantile in Kenya: 81 bambini su 1000 muoiono entro 1 anno e 128 su 1000 entro 5. La terza causa di decesso da malattie infettive tra i bambini rimane ancora la diarrea: approssimativamente 1 bambino muore ogni 20 secondi a causa di questa malattia.
Secondo le statistiche, il 90% di questi decessi potrebbero essere evitati grazie a un facile all’accesso all’acqua potabile e a pratiche igienico sanitarie di base.


La costa del Kenya
La regione costiera del Kenya rimane una delle aree più povere di tutto il paese nonostante la presenza di forti investimenti stranieri nell’ambito del settore dedicato al mercato immobiliare legato al turismo che, grazie alle bellezze naturali presenti in loco, e alla piacevolezza del clima in quasi tutti i mesi dell’anno, è sempre molto in voga nelle rinomate località di Malindi e Mombasa.

A pochi chilometri dalle spiagge di Malindi, sempre molto frequentate dai turisti europei, la popolazione locale vive invece in condizioni di vera indigenza in aree aride e semi-aride, caratterizzate da ricorrenti siccità o frequenti alluvioni dovuti a scarsità o improvvisa presenza di piogge, sempre contrastate dalla costante ventilazione che viene dal mare.

Bamba è il nome della località, nel distretto di Kilifi - che si sviluppa lungo l’Oceano Indiano tra Malindi al Nord e Mombasa al Sud - dove sorgerà l’intervento idrico proposto e dove nella maggior parte dei casi per raggiungere fonti di acqua si devono percorrere a piedi anche distanze di 15 Km (quando solitamente nell’area costiera la distanza media è tra i 5 e i 10Km.). Nell’area di Bamba il consumo medio giornaliero
di acqua per abitante oscilla tra i 7 e i 14 litri, ancora meno dei già pochi 20 litri indicativamente utilizzati da un contadino dell’Africa subshariana, meno della metà del fabbisogno minimo giornaliero di 50 litri indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire igiene e salute e 10 volte inferiore al consumo medio di un cittadino italiano (200 litri).

Nel distretto di Kilifi la percentuale di abitanti che vive in condizione di assoluta povertà (meno di 1 dollaro al giorno) è pari al 62% della popolazione totale, mentre la presenza dell’HIV/AIDS è attestata intorno al 15-17 % contro la media nazionale del 6.7 %.
Allarmanti sono anche i dati relativi all’assenteismo scolastico: l’abbandono degli studi prima del completamente del ciclo primario è del 45 % per i ragazzi e del 60 % per le ragazze.

I progetti di AMREF in questa area mirano all’incremento dell’accesso all’acqua, attraverso la realizzazione di pozzi di superficie e profondità, la protezione di sorgenti, realizzando cisterne per la raccolta dell’acqua piovana e costruendo dighe, con l’obiettivo di creare effetti positivi sulla vita delle comunità, in particolar modo sui più piccoli, tutelando la loro salute e, al tempo stesso, il loro futuro.
Garantire delle fonti d’acqua potabile alla popolazione rurale del Paese significa allontanare donne e bambini dalle fonti insicure e lontane, spesso a cielo aperto, presso le quali si abbeverano anche gli animali selvatici, significa migliorare il sistema alimentare delle comunità, abbattere il tasso di malattie dettate dalle contaminazioni patogene dell’acqua e dare la possibilità ai bambini di studiare.
Una volta condivise le necessità AMREF forma e supporta le comunità nella realizzazione dei progetti, formandoli sulle principali norme igienico sanitarie e sulla realizzazione e gestione delle strutture realizzate.
La Diga di terra


Una diga di terra è uno dei metodi usati per la raccolta di ingenti quantità di acqua piovana utile a fini domestici e per l’approvvigionamento di animali.
L’acqua piovana, raccolta durante il periodo delle piogge, viene conservata in un bacino creato grazie all’edificazione di argini realizzati con terreno adeguato.
Le dimensioni di una diga di questo tipo dipendono dall’indice di piovosità, la capacità di approvvigionamento idrico dell’area e il numero dei beneficiari da raggiungere.


Fattibilità dell’intervento
La diga di terra è la struttura ideale per rifornire di acqua un territorio come quello di Bamba, molto vasto e non adatto alla costruzione di pozzi di superficie o di profondità data la mancanza di falde acquifere e la conseguente presenza di acqua sotterranea.

La fattibilità del progetto è dimostrata anche da interventi molto simili realizzati da AMREF in passato sulla costa del Kenya. Una prima diga fu costruita tra il 2004 e il 2005, ha una capacità di 9.000 metri cubi e serve una popolazione di 4.842 persone. Una seconda struttura è stata costruita più recentemente, tra il 2009 e il 2011, e ha una capacità di 26.000 metri cubi e rifornisce di acqua 3.000 persone.

L’obiettivo di AMREF per il prossimo anno è creare un’altra diga nel distretto di Bamba, che servirà acqua a 2.607 persone ed avrà una capacità di 21.000 metri cubi.

Caratteristiche principali
La diga viene costruita con terreno argilloso accuratamente selezionato, smosso e successivamente compattato grazie all’utilizzo di grossi trattori. La principale funzione della struttura è quella di trattenere l’acqua piovana all’interno di un bacino senza che si creino perdite.
La grandezza del bacino dipende dalla quantità di terra scavata e dalla pendenza topografica del terreno. Affinché la diga, nel tempo, non sia danneggiata da una quantità eccessiva di acqua, all’interno del bacino viene concepito un canale di scolo per il liquido in eccesso.

L’acqua è tenuta pulita attraverso un sistema filtrante che la rende sicura per l’utilizzo da parte della comunità: un’apposita pompa di filtraggio incanala l’acqua un’apposita pellicola (bio-film) trattiene all’esterno tutti gli scarti che la rendono impura, per poi passare attraverso una tubatura ed essere condotta in una camera sotterranea, collegata ad una pompa per permetterne l’estrazione ed il consumo.


Fasi di costruzione
Selezione del sito:
la scelta dell’area per la costruzione della diga è stata fatta da tecnici di AMREF insieme ad esperti del Ministero dell’acqua e dell’Irrigazione, i quali hanno concesso il terreno e i permessi per i lavori, ma anche con i rappresentanti della comunità.


Indagine ingegneristica
Gli esperti del Ministero insieme ai tecnici di AMREF hanno disegnato sul terreno i contorni ipotizzati relativi alla grandezza della diga e del canale di deflusso superficiale. Si sono poi assicurati che il terreno abbia la capacità di trattenere l’acqua per un periodo di tempo superiore alla norma e la capacità di spinta dell’acqua attraverso una pompa.

Costruzione
Attraverso una gara di appalto AMREF selezionerà una ditta che si occuperà di realizzare l’intero progetto dal punto di vista della costruzione.


Il lavoro con la comunità
Durante questa fase è stato democraticamente eletto un Comitato di Gestione delle Risorse Idriche, la cui funzione sarà quella di gestire la fornitura di acqua alle comunità locali ad un prezzo concordato dai beneficiari stessi.
Verranno formati operatori su come gestire e mantenere la diga e altre persone su semplici tecniche di amministrazione contabile. Due terzi dei membri del Comitato di Gestione dovranno essere donne.
Inoltre, verranno selezionati alcune persone per partecipare ai corsi su tecniche igienico-sanitarie di base e su come promuovere queste tecniche presso le comunità locali (Formatori di formatori).

Fase di consegna alle comunità locali
Una volta conclusa la costruzione della diga, questa deve essere totalmente lasciata in gestione alla comunità locale che dovrà provvedere alla sua operatività e manutenzione.


I punti chiave della metodologia di AMREF

Condividere i costi e promuovere la partecipazione
I beneficiari, come in ogni intervento di AMREF, vengono coinvolti fin dall’inizio nel progetto di costruzione per creare senso di proprietà e quindi di responsabilità verso quello che deve essere percepito come un importante successo della comunità stessa. Per tale ragione ai beneficiari è chiesto di contribuire alla costruzione offrendo manodopera gratuita e seguendo i corsi di formazione.
La valorizzazione ed il rafforzamento delle risorse e delle competenze locali sono condizioni necessarie per promuovere uno sviluppo sostenibile e per favorire l’auto sviluppo dell’area di intervento.
La metodologia di AMREF prevede il coinvolgimento delle comunità locali attraverso un approccio partecipativo in tutte le attività individuate tanto da considerarli partner e non solo beneficiari delle stesse.

Coinvolgere le donne
Il ruolo delle donne in Africa è fondamentale.
Nell’ambito della propria comunità sono, infatti, responsabili dell’approvvigionamento di acqua e per questo AMREF le identifica come target principale di riferimento per uno sviluppo equilibrato del progetto idrico.
Nel corso di anni di lavoro implementativi di progetti idrici-sanitari, ad AMREF è apparsa sempre più evidente la maggiore efficacia degli interventi quando le donne hanno un ruolo attivo in tutte le fasi di coinvolgimento delle comunità. Mettere al centro la donna, coinvolgerla in pratiche manuali e tecniche di manutenzione degli interventi idrici (solitamente attribuiti agli uomini) ha dimostrato di essere una scelta ancor più vincente, oltre a rafforzare il loro status: viene loro riconosciuto di avere capacità e conoscenze che vanno oltre i ruoli tradizionali attribuiti loro dalla comunità; la loro opinione è maggiormente rispettata all’interno della famiglia e in pubblico; possono meglio negoziare i bisogni e spesso diventano leader oltre a continuare una azione educativa fondamentale per le pratiche igienico sanitarie. Le donne membri dei comitati di gestione dell’acqua hanno così portato un forte cambiamento negli stereotipi di genere: soprattutto nella leadership e in ruoli di manutenzione tecnica sono spesso considerate esperti migliori degli uomini.

Curare la formazione dei beneficiari
La buona riuscita di un progetto è frutto del giusto bilanciamento tra le attività operative e quelle formative. Queste ultime, infatti, sono essenziali in contesti in cui mancano nozioni basilari sulle pratiche igienico-sanitarie corrette. Formare la comunità significa diffondere sia un processo conoscitivo mirato alla tutela della salute di tutti i membri, sia formare la comunità riguardo le principali pratiche di manutenzione, management e gestione delle opere idriche effettuate in loco.
La formazione viene realizzata dal personale di AMREF e del Ministero dell’Acqua e della Salute del Distretto nel quale si realizza l’intervento.

Replicare un modello efficace già sperimentato
I progetti idrici di AMREF in Kenya risalgono ai primi anni Novanta e da subito si sono dimostrati efficaci nella lotta all’emergenza idrica del Paese.

Gli obiettivi prefissati sono sempre stati raggiunti e ciò fa dei progetti idrici di AMREF dei modelli efficienti, sostenibili e riproducibili.

AMREF non offre assistenzialismo alle popolazioni africane, ma promuove interventi sostenibili, in grado di rafforzare le capacità locali in un’ottica di sviluppo progressivo e ampiamente condiviso. Le nozioni apprese si trasmettono di comunità in comunità: ha inizio, così, un ciclo virtuoso di benefici e tutela della salute.

Monitorare i risultati nel tempo
il personale locale di AMREF controlla il corretto funzionamento della struttura e ne valuta l’utilizzo da parte della comunità.
Trascorsi 2 o 3 anni dalla costruzione i benefici divengono tangibili: la salute migliora, l’incidenza delle malattie endemiche si riduce, i bambini frequentano con regolarità le lezioni scolastiche e si alimentano correttamente.


Proposta di finanziamento

Insieme ad AMREF per: portare acqua a 2.607 persone, ridurre l’incidenza di malattie come tifo, diarrea, malattie della pelle, malaria, insegnare i principi sanitari di base, la coltivazione di orti, la gestione di piccole fonti guadagno.
Una maggiore disponibilità di acqua nell’area consentirà infatti un risparmio di diverse ore giornaliere dedicate alla ricerca e alla raccolta di acqua da parte delle donne e dei loro bambini.
Solitamente sono proprio loro a occuparsi di questa attività, mentre grazie alla realizzazione della diga, i bambini potranno frequentare regolarmente la scuola e le donne potranno coltivare i campi, assicurare cibo a sufficienza per la propria famiglia, potranno piantare alberi lungo le rive del fiume vicino alla diga e dedicarsi alla fabbricazione di mattoni o canestri.

L’obiettivo preposto nel lungo termine, per effetto della diga, è infine quello di contribuire ad un miglioramento del microclima locale.


Costi legati all’intervento:
Sono disponibili i dettagli delle attività sotto elencate. AMREF si preoccuperà di aggiornarLa periodicamente circa l’andamento dei lavori e sarà lieta di condurLa in visita al progetto in occasione dell’inaugurazione della diga.

Macro attività Costo in euro Note
Costruzione della diga 60,000 l'attività comprende progetto, indagini idrogeologiche e costruzione
Corsi di formazione legati ai principi di igiene, costruzione, manutenzione e gestione della diga 15,000 l'attività prevede il coinvolgimento di ogni destinatario del progetto (2.607 persone)
Corsi di formazione legati alle attività agricole, generatrici di reddito, tutela dell'ambiente e forestazione 15,000 l'attività prevede il coinvolgimento in particolare delle donne e la fornitura di piante, semi e utensili per l'agricoltura
Attività di monitoraggio del progetto negli anni 10,000 Trasferimenti e risorse umane impiegate

Costo totale previsto: 100,000 euro


Grazie!