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14 Dicembre 2011

Ecco le stelle cadenti di Natale

Il picco in queste notti, grazie alla loro forte luminosita' sara' possibile osservarne 40 l'ora

In  attesa delle prime nevi, il cielo di queste notti sarà ricco di stelle cadenti. Il picco di questa pioggia di meteore dette Geminidi sarà in queste notti e, nonostante la presenza della Luna, grazie alla loro forte luminosità sarà possibile osservarne oltre 40 l’ora.
Per vedere questa pioggia di stelle invernali basta osservare il cielo e coprirsi bene, secondo gli astronomi infatti queste meteore prendono il loro nome dalla porzione di cielo da cui sembrano cadere, la costellazione dei Gemelli, ma sono visibili ovunque e facilmente; lo sciame delle Geminidi è attivo dal 3 al 19 dicembre.
A differenza delle più note piogge di stelle di agosto, come le Perseidi di s. Lorenzo, originate dai detriti lasciati dal passaggio di comete, queste ‘stelle natalizie’ sarebbero prodotte dai frammenti di un asteroide. Sono infatti caratterizzate da una composizione rocciosa e una velocità di impatto relativamente bassa, circa 35 chilometri al secondo, producendo nel loro ingresso in atmosfera delle vere a proprie palle di fuoco visibili molto facilmente. L’origine di questi frammenti sarebbe stata identificata nel 1983 nell’asteroide 3200 Phaethon, un oggetto dalla struttura rocciosa ma con un’orbita simile a quella delle comete, è infatti estremamente ellittica della durata di poco meno di un anno e mezzo e che lo porta a 0,15 AU (Unità astronomica, la distanza media tra Terra e Sole cioè 150 milioni di km), ben all’interno dell’orbita di Mercurio. Secondo le teorie attuali Phaethon rilascerebbe detriti con la spaccatura del suo strato roccioso superficiale provocato dall’intenso calore del Sole; molti aspetti rimangono però ancora misteriosi in quanto alcuni recenti studi avrebbero verificato che il quantitativo di frammenti prodotti durante il suo passaggio nelle vicinanze del Sole nel 2009 sarebbe stato inferiore allo 0,01% della massa, una quantità non sufficiente per giustificare il numero di detriti che osserviamo nello spazio. Secondo alcuni modelli questo sciame si sta evolvendo in maniera molto rapida e probabilmente si estinguerà fra meno di un centinaio di anni.