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27 Gennaio 2012

Tir: ferme grandi aziende, ma verso normalita'

Ferme fabbriche Fiat, riprende solo Pomigliano

Nel giro di due giorni dovrebbe tornare alla normalità la circolazione delle merci in Italia messa in crisi dallo sciopero dei tir iniziato lunedì scorso. Ma quello di ieri è ancora un 'bollettino di guerra' sul fronte della protesta: stabilimenti fermi, arresti ai presidi, carenze di carburante, prezzi gonfiati. E l'Europa chiede a Roma di risolvere rapidamente il problema, altrimenti potrebbe scattare una procedura di infrazione.

VERSO NORMALITA' IN DUE GIORNI, MA ANCORA STOP FIAT - La situazione, fa sapere Federdistribuzione, sulla base del monitoraggio sulla circolazione e consegna delle merci alla grande distribuzione, "si sta lentamente risolvendo, piano piano si sta tornando alla normalità. Confidiamo che in un paio di giorni si possa risolvere completamente". Ma questa è stata un'altra giornata critica, caratterizzata dalla chiusura di molti impianti. Resteranno ferme anche al secondo turno Mirafiori, Cassino e Sevel (quest'ultima anche al terzo turno) a causa dello sciopero degli autotrasportatori. L'attività produttiva riprenderà nel pomeriggio soltanto a Pomigliano. Ferma anche Melfi, dove però era già prevista la cassa integrazione. In tutto sono 12.600 le auto non prodotte in questi giorni di stop forzato. Anche Coca-Coca annuncia di essere stata costretta a fermare la produzione negli impianti di Marcianise (Caserta) e Rionero in Vulture (Potenza). Barilla ha avviato le procedure di cassa integrazione per i lavoratori degli stabilimenti di Foggia e Caserta, costretti a bloccare la produzione.

TENSIONE A PRESIDI, 13 ARRESTI IN DUE GIORNI - E non si ferma la tensione ai presidi dei camionisti. Tra mercoledì e ieri la polizia ha compiuto 13 arresti e 5 denunce nei confronti di persone che si sarebbero rese responsabili di atti di intimidazione nei confronti di autisti che non hanno rispettato i blocchi. I cinque denunciati, a bordo di due vetture, avrebbero tentato di bloccare un tir che sulla statale 17 procedeva verso Bojano, in Molise: quando l'uomo si è rifiutato di fermarsi, sono stati esplosi anche alcuni colpi d'arma da fuoco. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza fa sapere che i servizi di controllo "continueranno fino al termine delle proteste, con l'obiettivo di impedire sia i blocchi alla circolazione sia qualunque tentativo di intimidazione". Trasporto Unito, la sigla che ha organizzato l'iniziativa di protesta, accusa. "Cariche e violenze - spiega il sindacato - si stanno verificando su tutto il territorio nazionale, con reparti della polizia che non intervengono solo sui blocchi del traffico, ma anche contro qualsiasi riunione o 'assembramento' di autotrasportatori persino in aree di sosta private".

SCORTA POLIZIA PER RIFORNIMENTO CARBURANTE - Ancora ieri, mezzi della polizia hanno scortato, dalla raffineria di via Nuova delle Brecce, il trasporto per rifornire diversi distributori di Napoli e provincia. E in questa situazione non mancano i furbi che lucrano sui prezzi della benzina. A scoprirli la Guardia di Finanza che ha eseguito una serie di controlli sui distributori di carburante di Roma per monitorare il prezzo: 124 gli esercizi controllati, 29 le irregolarità riscontrate. Sono arrivate anche segnalazioni di distributori che vendevano benzina a 2 euro al litro.

EUROPA INCALZA ITALIA, RISOLVERE PROBLEMA - E dall'Europa si rinnova il monito all'Italia affinché intervenga "per risolvere rapidamente il problema e assicurare la libera circolazione delle merci". Il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ha nuovamente telefonato al ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. "E' un nostro dovere - ha detto Tajani - insistere per il rispetto del regolamento Ue che fissa disposizioni ben precise per assicurare la libera circolazione delle merci". Altrimenti partirà la procedura di infrazione. Anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha invitato il Governo a fermare lo sciopero che, tra l'altro, "sta facendo aumentare l'inflazione. Si ascoltino le ragioni, ma non si ceda alla frantumazione e alle corporazioni". Venerdì è l'ultima giornata dello sciopero, ma Trasporto Unito avverte: "faremo il possibile perché il fermo rientri entro oggi ma poi quello che succederà per strada non lo sappiamo", perché "questo Governo non ha avuto il buon senso per ascoltarci".