News

21 Febbraio 2012

Ecco i redditi del governo

Ecco i redditi del governo: Passera il più ricco Un ministro guadagna 200mila euro l'anno L'ex numero uno di Intesa a 3,5 milioni di euro.

E' Corrado Passera il più ricco della squadra di governo di Mario Monti. Con i suoi 3,5 milioni di euro di reddito nel 2011, aggiunti a 8,8 milioni dovuti alle azioni Intesa, guida la classifica nelle dichiarazioni, rese da oggi pubbliche sui siti dei ministeri, andati ben presto in tilt per il boom di accessi. Si ferma a 227mila il reddito di Profumo, mentre Patroni Griffi denuncia 504mila euro. Lo stipendio di un ministro è intorno ai 200mila euro.

Ministri, tutte le voci in busta paga
Un ministro guadagna circa 200mila euro all'anno. Il suo stipendio base arriva a 53.238 euro. Poi si aggiungono altri 11.309 euro come indennità integrativa speciale e 135.230 euro a titolo di indennità prevista dalla legge 418 del 1999. Il totale complessivo ammonta a 199.778 euro. La cifra si evince da uno dei documenti pubblicati dal ministro della Cooperazione Andrea Riccardi nell'ambito dell'operazione di trasparenza del governo. Ecco invece tutti i redditi dichiarata dalla squadra di Monti nel 2011.

Corrado Passera: 3,5 milioni
Per il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera al reddito da 3,5 milioni del 2011 vanno aggiunti, nel patrimonio, depositi per 8,8 milioni derivanti alla vendita delle azioni Intesa. Ci sono poi azioni, obbligazioni, una casa a Parigi e una Mercedes. Nel dettaglio, il reddito complessivo dichiarato dal ministro nel 2011 (anno d'imposta 2010) è stato pari a 3.529.602 euro, con un imponibile di 3.185.043 euro. I beni immobili indicati nella dichiarazione dei redditi sono un fabbricato di 141 metri quadrati a Parigi e un terreno di 3.220 metri quadrati a Casale Marettimo (Pisa), detenuti entrambi al 100%. Nella casella beni mobili figura solo una Mercedes A180 immatricolata nel 2010.

Quanto invece agli strumenti finanziari, Passera possiede azioni della Lariohotels spa, pari al 33% circa (di cui il 21,6% in nuda proprietà) per un valore patrimoniale complessivo di circa 5 milioni e il 33,33% della Immobiliare Venezia Srl, per un valore di 1,6 milioni. Tra gli altri depositi, oltre agli 8,8 milioni derivanti dalla vendita delle azioni Intesa a fine dicembre, titoli obbligazionari per 169mila euro, titoli obbligazionari in dollari per 23mila euro, polizze vita per 1,28 milioni e fondo pensione complementare per 3,3 milioni. Passera ha infine un indebitamento finanziario (mutui accesi per l'acquisto degli immobili) pari a 2 milioni di euro (importo residuo) con il Banco di Brescia e a 910mila euro (importo residuo) con il Credit Lyonnais.

Annamaria Cancellieri: non pervenuto (guadagnerà 183mila euro come ministro)
Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, percepirà un compenso annuo lordo per la sua attività di governo pari a 183mila euro, mentre nulla emerge sui redditi dichiarati nel 2011. Il ministro ha dichiarato anche il possesso di cinque immobili a Milano e due a Roma. Ha inoltre anche 17 comproprietà: un negozio al 50% a Milano, terreni e fabbricati al 20% a Palazzolo Acreide (Siracusa). Possiede poi 100 azioni della Banca Popolare di Vicenza e una Toyota Land Cruiser del 2001.

Giulio Terzi: 338mila euro
Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha percepito 338mila euro: il reddito base è stato di 123.643 euro a cui si è aggiunta l'indennità non reddituale di servizio all'estero, in qualità di ambasciatore a Washington, pari a 214.939,41 euro. Come ministro attualmente percepisce 203.653 euro all'anno. Con la nomina alla Farnesina "perde" dunque virtualmente oltre 100 mila euro. Il ministro possiede una Golf del 2012, una Ford Focus del 2004 e una Harley Davidson 883 del 2005. Ha terreni agricoli a Curno e Brembate di Sopra (Bergamo), una villa a Brembate di Sopra e due comproprietà, a Roma e New York. Nessuna azione in portafoglio.

Filippo Patroni Griffi: 504mila euro
Nella sua dichiarazione 2011 il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi ha dichiarato un reddito complessivo di 504.367 euro pagando un'imposta netta di 208.743 euro. Nel 2012, con l'incarico da ministro, il reddito dovrebbe dimezzarsi: il compenso annuo lordo sarà di 205.915 euro. Patroni Griffi, come si legge sulla posizione patrimoniale pubblicata sul sito, ha piena proprietà solo di un fabbricato a Roma di tre vani mentre per altri tre fabbricati e un terreno ha una nuda proprietà condivisa.

Francesco Profumo: 227mila euro
Il reddito lordo dichiarato nel 2011 dal ministro dell'Istruzione Francesco Profumo ammonta a 227.512 euro, come si legge sul sito del ministero dell'Istruzione. Profumo è inoltre proprietario o comprorpietario di otto immobili: due ad Albissola Mare (Savona), uno a Savona, quattro a Torino e un appartamento al 50% a Salina. C'è poi il pacchetto azionario con investimenti in Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi, De Longhi, Enel, Telecom Italia, Unicredit, Delclima e Finmeccanica, più una quota nel fondo comune di investimento Pioneer euro governativo a breve termine e un portafoglio di investimenti con Pioneer Investment Management del valore di 42mila euro. Il ministro ha inoltre una Lancia Lybra del 2001.

Giampaolo Di Paola: 369mila euro
Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, nel 2011 ha percepito 314mila euro di "pensione provvisoria" e 29mila "per servizio all'estero giusta art.1808 D.lgs 66/2010". Come ministro, nel 2011 ha percepito 25mila euro, compenso per l'attività svolta per questo incarico dal 16 novembre in poi, mentre il compenso annuo lordo previsto è di poco meno di 200mila euro. In tutto, perciò, nel 2011 ha percepito un reddito lordo di circa 369mila euro.

Mario Catania: 280mila euro
L'incarico da ministro delle Politiche agricole ha fatto scendere i redditi di Mario Catania: dai 280.600 euro lordi del 2011, quando era dipendente del ministero, passerà quest'anno a 211.047,46 euro. Catania è proprietario dell'appartamento in cui vive a Roma (circa 120 mq) e al 50% di un'abitazione monofamiliare nel comune di Manciano (Grosseto) di circa 120 mq. Possiede una Volkswagen Golf 1600 cc. del 2004 e, si precisa, non possiede barche né aeromobili. Il ministro non possiede quote e azioni societarie, quote di fondi comuni, attività patrimoniali di cui sono titolari terzi, patrimoni destinati a uno specifico affare, obbligazioni, gestioni patrimoniali, gestioni di portafogli di investimento. I risparmi, 450mila euro, sono investiti in titoli di Stato. Non è titolare di imprese e non ha cariche di amministratore o sindaco di società, nè alcuna altra carica presso imprese pubbliche o private.

Andrea Riccardi: 106mila euro
Il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi nel 2011 ha percepito 81.154 euro dalla pensione di professore universitario e la quota parte per la fine dell'anno relativa al compenso annuo di poco meno di 200mila euro da ministro (cioè circa 25mila euro). In totale, perciò, ha incassato 106mila euro.

Piero Gnudi: 1.717.187 euro
Il ministro del Turismo Piero Gnudi ha dichiarato nel 2011 un reddito di 1.717.187 euro totali a cui vanno sottratti 22.336 euro di deduzioni. Su tale reddito, ci sono 713.244 euro di imposte da versare allo Stato. Il ministro non ha beni immobili. Ha due auto, una Fiat Stilo e una Audi A3 del 2008. Possiede inoltre un Gozzo Aprea Mare 10 del 2005 in leasing. Gnudi si è dimesso da tutte le cariche sociali: in passato era presidente del Cda di Emittenti titoli, Tages capital, Sesto immobiliare; consigliere di amministrazione di Alfa Wassermannn, Astaldi, D&C, Galotti, Il Sole 24ore, Unicredit ed era componente di Assonime. Ha invece mantenuto la carica come presidente del Cda di Consorzio Profingest, vicepresidente del Cda di Consorzio Alma, consigliere della Fondazione Golinelli. Il ministro possedeva poi alla data della nomina numerose azioni di diverse aziende quotate, tra cui 152.392 azioni Enel e 100.00 Enel Greenpower, 342.498 Intesa San Paolo oro e 85.000 Intesa San Paolo risparmio, 337.000 Telecom Italia risparmio, 207.912 Unicredit; Ctz per 1.222.000 euro, 267mila euro in azioni Hvb e 191.696 euro in Bca.

In tilt i siti dei ministeri
Con la pubblicazione online dei redditi e delle consistenze patrimoniali di ministri e sottosegretari sono subito andati in tilt i siti di diversi ministeri e della stessa presidenza del Consiglio. Il blocco dovuto all'intasamento delle richieste di accesso.