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5 Aprile 2012

Primarie Usa, Romney porta a casa tre Stati

Sfondata quota 600 delegati: nomination vicina. Netta vittoria in Wisconsin, Maryland e Washington Dc

Mitt Romney porta a casa una tripletta nelle primarie repubblicane: dopo aver conquistato Washington Dc e il Maryland, ha vinto anche in Wisconsin. L'ex governatore del Massachusetts ha allungato ancora di più il suo vantaggio nel conto dei delegati in vista della convention del 27 agosto. Romney è sempre più vicino a quota 1144 delegati, quella che assicura matematicamente la nomination per la Casa Bianca.
Romney dà un colpo quasi da ko a Rick Santorum. Con queste tre vittorie sfonda quota 600 delegati, avvicinandosi a lunghi passi verso la fatidica quota di 1.144, quella che gli permetterà di correre per la Casa Bianca il prossimo 6 novembre. Ormai è solo una questione di tempo, ma è chiaro che sarà lui l'anti-Obama.

Nel suo discorso post-vittoria parla già da candidato, attaccando a testa bassa proprio Barack Obama. Stavolta a presentarlo non c'è, come sempre, la moglie Ann, ma la stella repubblicana, il giovane rampante Paul Ryan, eletto proprio da queste parti: "Sei un grande leader - ironizza Mitt rigraziandolo - ma non pensare di prendere il posto di mia moglie".

E' rilassato, sa che la sua strategia del passo dopo passo lo sta premiando. "Abbiamo vinto ovunque, che grande notte", esordisce davanti a una folla di fans a Milwaukee. "Purtroppo per l'America, Obama pensa che sta facendo un buon lavoro. Ma non è così. Lui vuole trasformare il nostro Paese in una società fondata sullo ruolo del governo. Noi vogliamo tornare un'America terra di opportunità, di libertà economica. Obama - affonda Mitt - dice di amare l'economia, ma odia gli affari. E' come se amasse le omelettes, ma non le uova".

Santorum non cede: "C'è il mio secondo tempo"
Poco prima, sulle reti tv, aveva parlato il suo inseguitore, l'ultra-conservatore nipote di un minatore trentino. Santorum, dalla sua Pennsylvania, ribadendo che non intende mollare la corsa. Rievocando l'espressione usata da Clint Eastwood nel famoso spot Chrysler, quello del Superbowl, parla di "halftime". "Siamo a metà della partita. Tanta gente deve essere ancora dire la sua", esclama al microfono. Ma si vede che il primo a esserne poco convinto è lui stesso. La batosta delle urne è chiara e netta.