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10 Aprile 2012

Alfano: soldi ai partiti, serve una legge subito

"Sì a un meccanismo simile al 5 per mille" "Meno burocrazia nel mercato del lavoro e Imu più leggera. Imposta una tantum e da rateizzare"

Vuole lanciare un'ancora di salvataggio al sistema dei partiti, vuole proporre una Imu più "leggera" e modificare i contratti nella legge sul mercato del lavoro. Nella bufera che ha travolto la Lega, il segretario del Pdl Angelino Alfano rivendica la correttezza della gestione delle risorse pubbliche targata Pdl e promette una legge che farà chiarezza.
In un'intervista a tutto campo con il "Corriere della Sera", l'ex ministro della Giustizia racconta quali sono i binari su cui sta procedendo per cambiare volto alla politica e descrive i suoi progetti. Con Bersani e Casini sta studiando quali risposte dare per salvare il sistema politico dal nafuragio, con Maroni cerca un nuovo rapporto di collaborazione e con Monti vuole discutere di Imu, di lavoro e di fisco.

Si comincia dal nodo partiti, perché "i primi ad avere interesse a che tutto si svolga regolarmente siamo proprio noi - dice al "Corriere" -, che vogliamo gestire e governare i nostri rispettivi partiti senza rubare e senza imbrogliare". Poi, rivendica la "conclamata correttezza della nostra amministrazione guidata dall'onorevole Rocco Crimi", grazie alla quale "oggi posso governare un Pdl che non ha avuto alcun problema di cattivo uso delle proprie risorse pubbliche".

Trasparenza innanzitutto: è questo che, secondo Alfano, ci vuole nella gestione dei soldi dei partiti. "Vogliamo - spiega - che i conti dei partiti siano controllabili dall'opinione pubblica , che le spese siano pertinenti allo scopo che anima un organismo politico, che vi sia un protagonismo sempre maggiore da parte dei cittadini nell'attribuzione dei finanziamenti".

Anche Alfano non mette in discussione che il finanziamento ai partiti deve restare perché "è sempre stato un modo per affrancare i partiti dai circuiti tangenziali dei finanziamenti". Ma l'attuale sistema le tangenti non le ha evitate, sembrerebbe. "E infatti è evidente che se i cittadini si accorgono che oltre al finanziamento pubblico ci sono anche le tangenti fanno bene ad arrabbiarsi! Per questo dobbiamo cambiare, mantenendo forme di finanziamento che affranchino i partiti dalla spasmodica necessità di trovare soldi, ma anche intrdoucendo sanzioni e controlli che scoraggino l'abuso id quei soldi. E in ogni caso, bisognerà trovare le forme tecniche migliori perché i cittadini siano più protagonisti nell'attribuzione di risorse alla politica".

Alfano spiega che quello a cui pensa è un meccanismo che il 5 per mille. A lavorarci sarà il Parlamento e dovrà fare in fretta. Alfano loda il comportamento di Umberto e Renzo Bossi, dicendo che le dimissioni sono state "una scelta di grande chiarezza che va rispettata, perché manifesta l'intento di non lasciare punti oscuri".

Arrivando al nodo sul mercato del lavoro, Alfano dice che la sua maggiore preoccupazione è l'occupazione, che rischia di essere compromessa dai troppi vincoli burocratici, mentre sull'Imu vuole proporre che diventi "una tassa una tantum, che non venga riproposta nel 2013 e che sia rateizzata. Poi, bisognerà lavorare nei prossimi mesi per evitare che a settembre venga aumentata ancora una volta l'Iva". Infine, il fisco: con Monti intende parlare anche dei contenuti della delega fiscale, perché "non vorremmo trovarci dentro brutte sorprese che per noi sarebbero inaccettabili".