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12 Aprile 2012

Fine di un incubo: liberato Paolo Bosusco

"Non ho nessun risentimento per i miei rapitori" Il ministro Terzi felice per il rilascio: "Abbiamo lavorato tutti per la sua incolumità"

Paolo Bosusco è stato rilasciato dai suoi rapitori ed è libero di tornare a casa. Il nostro connazionale era stato rapito dai ribelli maoisti, nell'Orissa, il 14 marzo, e ha passato un mese con loro nelle foreste tra le montagne dello Stato indiano. L'italiano è già arrivato nella capitale dell'Orissa, dove ha incontrato l'ambasciatore e il console di Roma. "Sto bene e non ho risentimenti per i miei rapitori", ha detto.
Bosusco: "Nessun risentimento per i miei rapitori"
"Non ho alcun risentimento nei confronti dei miei rapitori", ha detto Paolo Bosusco, visibilmente dimagrito, dopo quasi un mese passato nella foresta, al suo arrivo a Bhubaneswar. L'ex ostaggio è arrivato intorno alle 8 ora italiana alla Guest House della città, il luogo dove in questi giorni si sono incontrati i mediatori, ed è ora a colloquio con l'ambasciatore e il console italiani. In questi giorni l'ambasciatore ha fatto la spola fra il Kerala, dove ha trascorso la Pasqua con i marò, e l'Orissa, per seguire da vicino gli sviluppi del rapimento di Bosusco.

L'italiano subito dopo il rilascio: "Sto bene
"Sono finalmente libero, sto bene". Sono state queste le prime parole di Paolo Bosusco, dopo la sua liberazione. "Saluto tutti quelli che mi vogliono bene, la mia famiglia, mio padre, mia sorella, cugine, zie parenti e tutti i miei amici sparsi in Italia e nel mondo. Non preoccupatevi, sapete che sono forte. Tutto è finito, va tutto bene, non c'è nessun problema".

Terzi: "Abbiamo lavorato per garantire la sua incolumità
"Si sta concludendo una vicenda rischiosa e molto complessa che in queste settimane ci ha visto impegnati a tutti i livelli e senza sosta, con l'obiettivo che in questi casi resta sempre quello di garantire anzitutto l'incolumità dei nostri connazionali". Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha commentato con queste parole la liberazione di Bosusco.

"Ora - ha proseguito Terzi - il nostro lavoro continua con la stessa determinazione per assicurare la liberazione di coloro che sono ancora ostaggio di rapitori in altri Paesi" . E ha aggiunto: "Ai loro familiari, e ai congiunti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, va il nostro pensiero. Condividiamo l'angoscia che stanno vivendo in queste ore. La Farnesina è al loro fianco e prosegue la sua azione per la soluzione positiva di tutti i casi ancora aperti".

"E' la notizia che aspettavamo"
"Sono profondamente grato - ha aggiunto il ministro - all'Unità di Crisi, ai nostri diplomatici in India e a quanti hanno contribuito a questo importante risultato che ci riempie di soddisfazione, e che è stato ottenuto anche grazie alla collaborazione delle Autorità dello Stato dell'Orissa e di quelle di New Delhi".

Al telefono con il padre: "Torno presto in Italia"
Bosusco ha parlato al telefono con il padre Azelio e gli ha detto: "Torno presto in Italia", come ha raccontato lo stesso Bosusco senior, che ha anche detto di essere "emozionato e ora molto più tranquillo".

Il viaggio di Bosusco verso Bhubanesar
Intanto si è appreso che Bosusco è stato condotto a Bhubaneswar, capitale dello Stato indiano di Orissa, da un un mediatore locale, Dandappani Mohanty, il quale aveva raggiunto mercoledì sera l'accampamento maoista tra le montagne per consegnare ai ribelli un messaggio da parte del governo dello Stato dell'Orissa. Prima di partire lo stesso mediatore, accompagnato da una seconda persona, aveva preannunciato che sarebbe ritornato indietro con l'ostaggio italiano.

Quest'ultimo dovrebbe sucessivamente essere condotto nel villaggio di Odaba, situato nel distretto di Gajapati, per essere affidato alle forze dell'ordine. Sul posto c'è già un medico per visitare Bosusco, che dovrebbe quindi essere trasferito in una foresteria statale.

Bosusco: "Ho fatto una vacanza pagata"
Sereno e di buon umore, Bosusco ha commentato scherzosamente il suo sequestro: "Ho fatto una vacanza pagata". "Sono forte e me la sono cavata", ha poi aggiunto, nonostante la qualità scadente del cibo che gli veniva dato dai sequestratori e ben due attacchi di malaria. Gli insorti, ha comunque sottolineato l'ex ostaggio, lo hanno trattato bene.

Il sequestro dei due italiani
L'italiano era stato sequestrato il 14 marzo nella foresta di Soroda, nell'Orissa indiano, mentre accompagnava in un trekking, insieme a due aiutanti indiani, il turista Claudio Colangelo, rilasciato poi il 25 marzo senza contropartite.

Un giornalista del canale Ndtv ha spiegato di avere contattato colleghi nella foresta al confine fra i distretti di Kandhamal e Ganjam che gli hanno detto di essere con l'ex ostaggio italiano.

La moglie del leader maoista: sbagliato quel rapimento
Poche ore prima della liberazione erano arrivate le affermazioni di Subhasree Das, moglie del leader maoista Sabyasachi Panda che ha sequestrato Paolo Bosusco il 14 marzo. La donna, scarcerata due giorni fa, aveva detto di ritenere "sbagliato prendere in ostaggio persone per raggiungere determinati obiettivi".

Pur avendo definito il marito "mio amico, filosofo e guida" la donna ha detto ai media riguardo all'ostaggio italiano: "E' stato un errore. Gli stranieri sono nostri ospiti... Non si possono fare simili pressioni sul governo per costringerlo ad accettare le richieste".