News

12 Aprile 2012

Fmi: la longevità pesa sulle casse pubbliche

Nel 2050 vivremo tre anni in più e i costi dell'invecchiamento saliranno del 50%. Contributi più pesanti e vita lavorativa più lunga

In futuro gli anziani peseranno sempre di più dal punto di vista finanziario. L'allarme arriva dall'Fmi, secondo cui se nel 2050 la vita media si allungherà di 3 anni rispetto alle attese attuali, i costi già ampi dell'invecchiamento della popolazione aumenteranno del 50%. Per compensare questo effetto, stando ai dati raccolti, sarà necessario allungare l'età per il pensionamento, aumentare i contributi e ridurre i benefit.
Insomma, la longevità diventa un rischio, e grosso, per le casse pubbliche. E dunque, gli effetti finanziari dell'allungamento della vita dovrà essere compensato da una combinazione di allungamento dell'età minima pe ril pensionamento, contributi più elevati e meno benefit. I governi, avvertono al Fondo monetario, devono mettere in atto metodi per condividere il rischio anche con il settore privato, promuovere la crescita dei mercati per condividere il rischio e offrire una migliore informazione sulla longevità e una migliore educazione finanziaria.

E bisogna agire "ora, date le dimensioni dell'impatto finanziario e anche perché le misure richiedono tempo per dispiegare la loro efficacia". In particolare, da Washington arriva dunque il pressante invito a riformare i sistemi previdenziali, allungando l'eta' pensionabile, aumentando il livello dei contributi e riducendo gli assegni da pagare. "Una riforma essenziale", si legge nel documento, "è lasciare che l'età pensionabile aumenti assieme alle attese di vita".

Le persone, affermano i tecnici di Washington, "dovrebbero essere incentivate a ritardare il momento del loro ritiro dall'attività lavorativa". Porre maggiore "attenzione all'invecchiamento della popolazione e ai rischi addizionali della longevità", conclude il Rapporto, "è parte delle misure necessarie a ristabilire la fiducia sulla tenuta dei conti pubblici e privati".