
È il giorno del dolore e del rientro in patria. Nelle prossime ore, le salme dei giovani italiani rimasti uccisi nel tragico incendio del locale "Le Constellation" a Crans-Montana faranno ritorno in Italia. Un ritorno scandito dal protocollo delle grandi tragedie nazionali, con voli di Stato e la presenza delle massime cariche istituzionali ad accogliere i feretri.
Il primo volo è atteso intorno a mezzogiorno all’aeroporto di Milano Linate. Ad accogliere le salme dei ragazzi lombardi ed emiliani ci saranno il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alberto Barachini.

Nel pomeriggio, alle 15:30, un secondo velivolo atterrerà all’aeroporto di Ciampino a Roma. Qui il picchetto d'onore vedrà la partecipazione del Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, insieme al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha proclamato per mercoledì 7 gennaio un minuto di silenzio in tutti gli istituti scolastici del Paese.
«Vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie», ha dichiarato Valditara. «Il pensiero della comunità scolastica è rivolto a ragazzi che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza».
Mentre i feretri lasciavano il cimitero di Sion, l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha rilasciato dichiarazioni durissime che aprono un solco profondo con le autorità giudiziarie elvetiche.
Cornado ha confermato che le autorità locali erano consapevoli della pericolosità della struttura:
«Le autorità locali hanno ammesso di essere a conoscenza che il materiale fonoassorbente sul soffitto era infiammabile e non ignifugo. La prova è nel fatto stesso che abbia preso fuoco istantaneamente». «Se c'era un'uscita di sicurezza era mal segnalata; in mezzo a quel disastro i ragazzi non l'hanno nemmeno vista».

Il diplomatico non ha risparmiato critiche alla Procura del Canton Vallese, che ha deciso di non applicare misure cautelari per i gestori Jacques e Jessica Moretti, escludendo il pericolo di fuga: «In Italia — ha chiosato amaramente Cornado — i gestori sarebbero già stati arrestati».
Il mancato arresto dei Moretti sta sollevando polemiche tra i familiari delle vittime, che chiedono giustizia immediata. Secondo la ricostruzione di Cornado, il locale era una vera e propria "trappola", dove la mancanza di dispositivi ignifughi e una segnaletica d'emergenza inadeguata hanno trasformato una festa di Capodanno in un eccidio.
Mentre l'Italia si prepara a celebrare i funerali dei suoi sei giovani figli, resta aperta la battaglia legale internazionale per accertare se dietro quella che la Svizzera definisce "disgrazia" non vi sia stata, invece, una criminale negligenza.
@Redazione Sintony News