La domenica al centro commerciale potrebbe presto diventare un ricordo del passato. A lanciare la provocazione, che ha già il sapore di una strategia industriale precisa, è Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop. L'ipotesi sul tavolo è drastica ma supportata dai numeri: chiudere i supermercati la domenica per tornare a un modello di vendita basato su sei giorni settimanali.
Una proposta che nasce come risposta a un 2025 nero per la Grande Distribuzione Organizzata (GDO), segnato da volumi di vendita in calo e margini sempre più risicati.

Perché rinunciare al giorno che, per anni, è stato considerato il "picco" degli acquisti? La risposta risiede nell'efficienza operativa. Secondo l’Ufficio studi Coop, la chiusura domenicale permetterebbe al sistema della GDO italiana di: recuperare produttività (il risparmio stimato oscilla tra i 2,3 e i 2,6 miliardi di euro), contenere il costo del lavoro (la domenica comporta maggiorazioni salariali di almeno il 30%). E aumentare le promozioni: le risorse risparmiate verrebbero reinvestite in sconti per i consumatori, sempre più attenti al prezzo finale.
"Le nostre indagini evidenziano che una parte degli acquisti si sposterebbe semplicemente negli altri giorni della settimana", spiega Dalle Rive, sottolineando che già oggi un italiano su tre evita di fare la spesa la domenica.

Il Rapporto Coop dipinge un 2026 all'insegna della prudenza. Gli italiani sono schiacciati dalle spese obbligate: bollette e utenze spaventano più dell'inflazione alimentare. Cosa entra nel carrello: più pesce, ortofrutta e cibi "senza" (senza additivi, zuccheri o grassi). Cosa esce: carne rossa e salumi subiscono una contrazione. L’81% dei manager prevede un boom dei prodotti a marchio del distributore (Mdd), scelti come scudo contro il carovita.

Le aperture domenicali furono introdotte nel 2011 dal decreto "Salva Italia" del governo Monti. Dopo quindici anni, il sistema sembra aver raggiunto il punto di saturazione. Coop, che conta oltre 57mila dipendenti e 2.200 punti vendita, punta ora a coinvolgere Federdistribuzione e l'Associazione della distribuzione moderna (Adm) per arrivare a una visione condivisa.
L'obiettivo è duplice: da un lato dare una risposta ai dipendenti, desiderosi di recuperare il riposo festivo, dall'altro salvare i conti delle aziende in un mercato che si prevede crescerà a valore solo dello 0,9%, con volumi ancora in calo dello 0,4%.
@Redazione Sintony News