
Alberto Trentini e Mario Burlò, detenuti in Venezuela da più di un anno senza accuse formali, sono stati liberati. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, precisando che i due italiani si trovano nell’ambasciata d’Italia a Caracas e sono in buone condizioni.
«Ho parlato con loro, presto rientreranno in Italia», ha detto Tajani. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato che un aereo è già partito da Roma. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato alla madre di Trentini.
La liberazione è avvenuta alle 23 ora locale. Trentini ha trascorso 423 giorni nel carcere di massima sicurezza di El Rodeo I. Entrambi hanno riferito di non aver subìto torture e di aver potuto contattare le famiglie una volta arrivati in ambasciata.
Trentini, cooperante italiano di 46 anni, era stato arrestato il 15 novembre 2024 durante un viaggio interno nel Paese. Burlò, imprenditore torinese, era stato fermato durante una trasferta di lavoro. In entrambi i casi non sono mai state formalizzate accuse.
Il rilascio rientra in una decisione annunciata dal presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana Jorge Rodríguez e riguarda anche altri detenuti. Nella mediazione hanno avuto un ruolo attori internazionali, tra cui l’ex premier spagnolo Zapatero, il presidente brasiliano Lula e il Qatar.
Le principali forze politiche italiane hanno espresso soddisfazione per la liberazione e ringraziato la diplomazia italiana
Letizia Demontis.