
Non si ferma la tempesta giudiziaria e d'immagine che sta travolgendo Julio Iglesias. Il cantante spagnolo, icona del pop latino con oltre 300 milioni di dischi venduti, si trova oggi al centro di un’inchiesta dell'Audiencia Nacional che si aggrava di ora in ora. A rendere ancora più cupo il quadro è l’apparizione di una terza testimone, "Carolina" (nome di fantasia), che ha deciso di rompere il silenzio unendosi alle denunce già presentate da altre due ex dipendenti.
Le accuse, trasmesse alla Procura spagnola lo scorso 5 gennaio, configurano scenari gravissimi: tratta di esseri umani, lavoro forzato e violazioni della libertà sessuale.

Le dichiarazioni raccolte da elDiario.es e Univision TV descrivono un sistema di controllo capillare esercitato nelle residenze caraibiche del cantante, tra la Repubblica Dominicana e le Bahamas. Carolina ha raccontato di essere stata obbligata a sottoporsi a esami ginecologici, ecografie e test per l’HIV che nulla avevano a che fare con le sue mansioni domestiche.
«Ci mandavano tutte dal medico, era un’imposizione», ha spiegato la donna. Una versione confermata da Rebecca, un'altra delle accusatrici: «Controllavano solo noi donne. Eravamo una decina di dipendenti e ci facevano esami per malattie sessualmente trasmissibili. Non era normale».

Le associazioni Amnesty International e Women’s Link Worldwide hanno diffuso note durissime in cui parlano di violenze fisiche, psicologiche ed economiche avvenute tra gennaio e ottobre 2021. Secondo le denunce: sfruttamento lavorativo con turni fino a 16 ore al giorno, senza contratto, senza riposi e con paghe irregolari. Alle donne sarebbe stato vietato di uscire dalle ville del cantante, Laura e Rebecca, all’epoca rispettivamente di 22 e 28 anni, sostengono di essere state molestate e aggredite sessualmente da Iglesias. Nel caso di Rebecca, i fatti denunciati potrebbero configurare il reato di stupro.

Il profilo delle vittime delineato dagli inquirenti è ricorrente: giovani donne in situazioni di estrema precarietà economica e provenienti da contesti umili, sulle quali l'artista avrebbe esercitato il proprio potere e prestigio.
Mentre Julio Iglesias e il suo staff legale mantengono un assoluto silenzio, le ripercussioni politiche in Spagna sono immediate. Il Governo sta valutando seriamente la revoca della Medaglia d'Oro al Merito nelle Belle Arti, una delle onorificenze più prestigiose del Paese, conferita al cantante anni fa per i suoi meriti artistici.
La decisione potrebbe essere ufficializzata già durante il prossimo Consiglio dei Ministri di martedì. Sarebbe un segnale fortissimo da parte delle istituzioni spagnole, intenzionate a prendere le distanze da un'icona nazionale su cui pende l'ombra di reati infamanti.
@Redazione Sintony News