
Da oggi, 16 gennaio, arrivano i primi aumenti sul prezzo delle sigarette previsti dalla legge di Bilancio, dopo i rincari già scattati su gasolio e pedaggi autostradali. A inaugurare la nuova tornata di aumenti sono le “bionde” del gruppo Philip Morris, con ritocchi che possono arrivare fino a 30 centesimi a pacchetto.
Secondo le prime stime, le Marlboro – tra i marchi più diffusi – potrebbero raggiungere quota 6,80 euro. Insieme a loro salgono anche Chesterfield, Merit, Diana e Muratti. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha già pubblicato la tabella con i prezzi aggiornati, mentre nei prossimi giorni è atteso l’adeguamento anche per le altre marche presenti sul mercato.

La manovra garantirà allo Stato un maggior gettito complessivo pari a 1,47 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, che si aggiunge ai circa 15 miliardi di euro l’anno già assicurati dalla tassazione sul tabacco. Nel dettaglio, le entrate aggiuntive stimate sono di 213 milioni nel 2026, 465,8 milioni nel 2027 e 796,9 milioni nel 2028.
Il meccanismo alla base degli aumenti è soprattutto il rialzo progressivo dell’accisa minima sulle sigarette: si passa dai 29,50 euro per 1.000 pezzi del 2025 ai 32 euro nel 2026, 35,50 nel 2027 e 38,50 euro nel 2028. Aumentano anche le accise su sigaretti e tabacco trinciato.

Elettroniche nel mirino, esclusi i tabacchi riscaldati
Al momento restano esclusi dagli aumenti i tabacchi riscaldati, un segmento su cui le multinazionali stanno investendo sempre di più. Diversa la situazione per le sigarette elettroniche: crescono i coefficienti d’accisa sia per i liquidi con nicotina, che passano dal 18% nel 2026 al 22% dal 2028, sia per quelli senza nicotina, che salgono dal 13% al 17% nello stesso periodo.
La Federazione Italiana Tabaccai ha confermato che le modifiche tariffarie entrano ufficialmente in vigore proprio dal, 16 gennaio 2026.
@Redazione Sintony News