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20 Gennaio 2026

J-Ax: «Dalla depressione alla rinascita. Con Fedez? Capitolo chiuso»

Il rapper si racconta a La Repubblica tra Sanremo, nuova musica e fragilità superate

Alessandro Aleotti, 53 anni, per tutti J-Ax, torna sul palco dell’Ariston con Italian Starter Pack, il brano che presenterà a Sanremo 2026. Per questa nuova fase della carriera ha scelto un look country ispirato a Johnny Cash, segnando l’ennesima evoluzione artistica. Con 71 dischi di platino e 18 d’oro alle spalle, oggi il rapper guarda soprattutto alla crescita personale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

«La musica che faccio riflette l’uomo che sono diventato, come padre e marito», racconta. Il sound country del nuovo pezzo diventa anche una chiave di lettura del rapporto tra le influenze culturali che hanno segnato intere generazioni: «Siamo stati plasmati dagli americani molto prima della Seconda guerra mondiale, ma anche noi li abbiamo influenzati. Ormai tutto è globalizzato: dal K-pop a Stranger Things».

Gli Articolo 31 restano una parte fondamentale della sua storia, ma la spinta a sperimentare continua a guidare ogni nuovo progetto.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ricordi che segnano

Tra i momenti più intensi della sua carriera, J-Ax ricorda Pino Daniele: «Arrivò e suonò tutto il concerto con noi, imparando i pezzi al volo». Poi Enzo Jannacci, che grazie al figlio Paolo partecipò a una cover punk di Veronica e registrò una strofa in Disperato. «Mi disse che avevo una voce fatta per sovrastare i rumori della metropoli. Non potevo ricevere complimento migliore».

Sul rapporto con Fedez è netto: «Ci siamo detti tutto. È una storia chiusa».

Dalla depressione alla rinascita

J-Ax racconta senza filtri il periodo più difficile della sua vita: depressione, alcol, la paura di fallire dopo la fine degli Articolo 31 e l’impatto della pandemia, che ha accentuato fragilità già presenti. «Non capivo più nulla, molti rapporti si sono spezzati. Oggi mi sento un uomo nuovo, più consapevole e lucido».

In televisione ha vestito i panni del giudice in diversi talent show, ma secondo lui «solo Amici può davvero lanciare delle carriere». Con il progetto Non aprite quel podcast ha invece trovato uno spazio di libertà: «Posso dire ciò che voglio, senza censure né sponsor».

Sanremo con il sorriso

Sulla gara dell’Ariston commenta con ironia: «Il vero vincitore lo capisci mesi dopo, quando restano le canzoni. Se dovessi arrivare primo, ringrazierei la demoscopica e chiederei scusa a chi arriva secondo».
E sull’Eurovision conclude: «Non fa per me. Io potevo nascere solo in Italia».

Letizia Demontis