
Non c’è pace per i fumatori italiani. Da oggi, venerdì 13 marzo 2026, entrano in vigore i nuovi listini dei tabacchi lavorati, segnando il quarto ritocco verso l’alto dall'inizio dell'anno. La misura, prevista dalla Manovra 2026, rientra in un piano di adeguamento fiscale pluriennale che mira a un duplice obiettivo: rimpinguare le casse dello Stato e disincentivare il consumo per ragioni di salute pubblica.
L’aggiornamento dei prezzi sarà immediato nelle tabaccherie di tutto il Paese, non appena i sistemi informatici dei distributori ufficiali avranno allineato i database fiscali alle nuove tariffe.

L'aumento colpisce in modo eterogeneo diversi segmenti di mercato, con rincari che in alcuni casi superano il 4%. Ecco come cambiano i prezzi per alcuni dei pacchetti più venduti: Lucky Strike: il prezzo sale a 5,50 euro. MS (classiche): il costo arriva a 5,80 euro.
Non solo sigarette tradizionali: la scure del fisco si abbatte anche sul tabacco trinciato, sui sigaretti e, per la prima volta con questa intensità, anche sulle sigarette elettroniche, che seguiranno un percorso di tassazione progressiva del tutto simile a quello delle "bionde".
Quello di oggi è solo un tassello di un mosaico più ampio. La Legge di Bilancio ha infatti stabilito un cronoprogramma di innalzamento delle accise minime che coprirà l'intero triennio 2026-2028.

Il Governo punta a una crescita costante del gettito erariale, ma la giustificazione ufficiale resta legata alla tutela della salute. Secondo i tecnici del Ministero, l'aumento progressivo dei prezzi è lo strumento più efficace per spingere i fumatori a ridurre il consumo o a smettere definitivamente, allineando l'Italia alla media dei prezzi di molti altri Paesi europei dove il fumo è già sensibilmente più costoso.
@Redazione Sintony News