
Se la felicità avesse un indirizzo preciso, oggi sarebbe in Danimarca. Secondo l'ultimo aggiornamento dell'Happy City Index, la classifica globale che misura il benessere e la qualità della vita nelle aree urbane, è ancora una volta Copenaghen a conquistare il gradino più alto del podio.
La capitale danese si conferma il modello da seguire, tallonata da Helsinki. Un successo, quello finlandese, che non sorprende: la Finlandia è stata infatti indicata come il Paese più felice al mondo, portando la sua capitale a un soffio dal primato cittadino.

La geografia del benessere sorride al Vecchio Continente, ma lascia spazio anche alle metropoli asiatiche. Ecco le prime cinque posizioni: Copenaghen (Danimarca), Helsinki (Finlandia), Ginevra (Svizzera), Tokyo (Giappone) Monaco di Baviera (Germania).
Mentre il Nord Europa domina per welfare e sostenibilità, Tokyo si distingue per efficienza e sicurezza, confermando che la ricetta della felicità urbana può avere ingredienti diversi.
Per trovare il "Belpaese" bisogna scorrere a lungo la classifica. L'Italia non riesce a piazzare nessuna città tra le prime cinquanta, evidenziando un divario profondo rispetto ai partner europei in termini di servizi, ritmi di vita e soddisfazione dei cittadini.
La regina italiana della felicità è Bologna, che si attesta al 73esimo posto.

Seguono a breve distanza Parma (77esima) e Milano, che chiude la rappresentanza dei piani medio-alti all'80esimo posto.
"Il dato che emerge è una spaccatura tra le città medie del Nord, che tengono il passo, e le grandi metropoli del Centro-Sud che faticano a garantire standard elevati", commentano gli esperti.
Il dato più amaro riguarda la Capitale. Roma precipita infatti al 144esimo posto, una posizione che certifica le difficoltà croniche della città: dai trasporti alla gestione dei rifiuti, fino alla percezione di un ambiente urbano stressante e poco inclusivo.
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