News

Attualità
24 Aprile 2026

Redditi, la Sardegna cresce ma resta indietro: quindicesima in Italia

Aumentano i guadagni medi dei contribuenti sardi, ma il divario con le regioni del Nord rimane profondo. Cagliari guida la classifica isolana, mentre le aree interne continuano a soffrire

La Sardegna mostra segnali di crescita sul fronte dei redditi, ma la ripresa non è ancora sufficiente a colmare il divario che la separa dalle regioni economicamente più forti del Paese. È quanto emerge dai dati del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi alle dichiarazioni presentate nel 2025, riferite all’anno d’imposta 2024.

L’Isola registra un incremento del reddito medio imponibile del 4,2% rispetto all’anno precedente, una crescita superiore alla media nazionale, ferma al 3,9%. Questo risultato colloca la Sardegna all’ottavo posto in Italia per velocità di crescita. Nonostante ciò, nella graduatoria complessiva delle regioni italiane resta ferma al quindicesimo posto, confermando una distanza ancora marcata rispetto alle aree più dinamiche del Paese.

Il reddito medio imponibile dei contribuenti sardi si attesta a 21.421,88 euro. Una cifra che rappresenta circa l’86% della media nazionale e che resta ben al di sotto dei livelli registrati nelle regioni del Nord: in particolare, un contribuente sardo percepisce mediamente quasi 8.000 euro in meno rispetto a uno lombardo. Secondo Mauro Carta, presidente regionale delle Acli, il dato evidenzia un lieve miglioramento, peraltro atteso, ma non ancora sufficiente a invertire una tendenza strutturale. L’aspetto più delicato riguarda infatti il reddito disponibile, cioè la quota che rimane effettivamente a disposizione delle famiglie dopo il prelievo fiscale.

Su questo fronte, il divario territoriale appare ancora più evidente. Se a Milano il reddito disponibile può essere rappresentato idealmente con un valore pari a 156, nella provincia di Nuoro si ferma a 73, meno della metà. Una distanza che si riflette direttamente sulla capacità di spesa delle famiglie, sui consumi e, più in generale, sulla qualità della vita. La distribuzione della ricchezza all’interno della Sardegna continua a mostrare una forte concentrazione nell’area del capoluogo. Cagliari si conferma il comune con il reddito medio più elevato dell’Isola, pari a 29.094 euro. Tuttavia, anche il capoluogo perde terreno nel confronto nazionale, arretrando di quindici posizioni e collocandosi al 317° posto tra i comuni italiani.

Alle spalle di Cagliari si posizionano Selargius, Oristano e Sassari, con redditi medi che si attestano intorno ai 24.500 euro. Una fascia intermedia che evidenzia una certa tenuta dei principali centri urbani e amministrativi dell’Isola. Ben diversa la situazione nei piccoli comuni dell’interno. Onanì, Bidonì e Osidda occupano gli ultimi posti della graduatoria regionale, con redditi medi inferiori ai 14.000 euro annui. Valori che risultano inferiori di oltre la metà rispetto alla media nazionale e che testimoniano le difficoltà economiche delle aree più periferiche e meno collegate.

L’analisi delle dichiarazioni conferma inoltre la centralità del lavoro dipendente nell’economia sarda: il 54% dei redditi dichiarati proviene infatti da questa fonte, con un valore medio pari a 20.628 euro, dato che colloca la Sardegna al sedicesimo posto a livello nazionale. Rimane elevato anche il peso delle pensioni, che interessano il 35% dei contribuenti. Un indicatore che riflette il progressivo invecchiamento della popolazione e la forte incidenza della componente pensionistica sul tessuto economico regionale.

Le Acli regionali presenteranno a giugno un approfondimento che metterà in relazione i dati economici con quelli demografici, offrendo una lettura ancora più completa delle trasformazioni in atto. La sfida, per le istituzioni e per le parti sociali, resta quella di trasformare questa crescita in un processo strutturale e duraturo. L’obiettivo è ridurre il divario con il resto del Paese e impedire che la Sardegna continui a essere un’isola non soltanto dal punto di vista geografico, ma anche sotto il profilo economico.

 

 

 

Letizia Demontis