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24 Agosto 2026

Sardegna, oltre 6.500 imprese artigiane al servizio del turismo

Sono 610 in più rispetto al 2025 e garantiscono occupazione a circa 17mila dipendenti. Ma il 46% delle aziende denuncia difficoltà nel reperire personale
Immagini: pixabay.com

Sono oltre 6.500 le imprese artigiane sarde che, direttamente o attraverso l’indotto, partecipano al mercato turistico regionale. Rispetto al 2025, il numero è cresciuto di 610 unità e le attività del comparto danno lavoro a circa 17mila dipendenti.

La crescita, tuttavia, si accompagna a una difficoltà sempre più evidente nel reperire lavoratori. È una criticità segnalata dal 46% delle aziende, che lamenta la carenza di personale disponibile.

È quanto emerge dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna sulla base dei dati di ISTAT, UnionCamere, Movimprese e InfoCamere.

L’Isola si colloca al quarto posto in Italia per incidenza delle imprese artigiane nei settori maggiormente interessati dalla domanda turistica. «I visitatori – commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – non cercano solo un posto letto, ma l’emozione di un gioiello in filigrana, il sapore di un prodotto agroalimentare autentico o l’unicità di un manufatto in ceramica. Tutte peculiarità che possono trovare nell’artigianato».

Tra le attività connesse alle vacanze e allo svago, il comparto più consistente è rappresentato dalle imprese manifatturiere e dei servizi, che sono 1.408, pari al 21,5% del totale. La categoria comprende la produzione di gioielleria e bigiotteria, ceramica, vetro e cornici, la lavorazione artistica di marmo, ferro, rame e altri metalli, la fotografia, i servizi alla persona, come centri benessere e palestre, oltre alle attività dedicate agli animali domestici.

Seguono ristoranti e pizzerie, con 1.400 attività, equivalenti al 21,4%, e bar, caffè e pasticcerie, che raggiungono quota 410, pari al 6,3%.

Rilevante anche il settore del trasporto di persone, che conta 1.131 imprese, corrispondenti al 17,3% delle attività artigiane coinvolte nel comparto turistico. Sono invece 475 le realtà attive nell’abbigliamento e nelle calzature, pari al 7,3%.

Sul fronte delle assunzioni, le imprese sarde dei servizi di alloggio, ristorazione e turistici hanno programmato oltre 16mila ingressi nel trimestre estivo, da luglio a settembre 2026. Rispetto all’estate 2025, la richiesta di lavoratori nel comparto è aumentata del 4,4%, una crescita superiore alla media nazionale.

«Nonostante un incremento della domanda di lavoro del 4,4%, superiore alla media nazionale, viviamo il dramma di non trovare collaboratori – prosegue Meloni –. Sapere che il 46% delle posizioni rischia di restare vacante, principalmente per mancanza di candidati, è un allarme che non possiamo ignorare».

 

 

 

 

Letizia Demontis